25 Marzo. Festa dell'Annunciazione
LA FESTA dell’Annunciazione era considerata già nel IV/V sec. "la radice delle feste" (Giovanni Crisostomo). Fu introdotta nella liturgia romana da papa Sergio (687-701). Fissata convenzionalmente il 25 marzo, coincidente con l’equinozio di primavera, ritenuto l’inizio della creazione.
Dall’omelia di Benedetto XVI (25.3.2006): "L’icona dell’Annunciazione, meglio di qualunque altra, ci fa percepire come tutto nella Chiesa risalga lì, a quel mistero di accoglienza del Verbo divino, nella Chiesa, ogni istituzione e ministero è ‘compreso’ sotto il manto della Vergine, nello spazio pieno di grazia del suo ‘sì’ alla volontà di Dio".
L’iconografia conferma l’importanza della festa, una delle "Dodici Grandi Feste" dipinte nelle iconostasi delle chiese orientali.
La Vergine (nella foto), la cui regalità è sottolineata dal manto rosso è in ascolto con il capo inclinato verso l’arcangelo che esprime il messaggio con un gesto di benedizione mentre Cristo prende forma nel suo seno.
Gesù è rappresentato simbolicamente tra le pieghe del manto quasi intessuto dal filo di porpora della matassa che Maria reca in mano, dettaglio dei vangeli apocrifi: "A Maria toccò la porpora per il velo del tempio del Signore". Dalla liturgia orientale: "Il mistero nascosto dai secoli viene oggi svelato e il Figlio di Dio diventa Figlio dell’uomo ... Adamo si era illuso e non poté divenire il dio che sognava; Dio, invece, diviene uomo per fare di Adamo un dio. Si rallegri dunque il creato, dinanzi la natura, perché un arcangelo si presenta con timore davanti alla Vergine le porta il ‘Gioisci’ che riscatta la tristezza. Dio nostro, che per le tue viscere di misericordia ti sei incarnato, gloria a te".
Tiziana M. Di Blasio, storica della Chiesa
(Tratto da la Domenica - IV Domenica di Quaresima / B - 22 marzo 2009 )
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