Luci di Natale

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In un angolo della sala, un giovane abete addobbato con arance, palline e candele colorate, rallegrava l’ambiente.
Le candele, delicate e un pò sentimentali, piangevano lasciando cadere le lacrime sopra le palline.
Ma che cosa avete sempre da piangere? chiesero le palline, stanche di tutte quelle lacrime.
Ahimè; siamo infelici! Il nostro è un terribile destino.
Aspettiamo con ansia questo giorno per regalare un pò di luce e in un attimo ci consumiamo, ci trasformiamo in cera liquida.
Voi sì che siete fortunate: potete partecipare a questa bella festa anno dopo anno e veder crescere i bambini intorno all’albero.
Le palline guardarono le candeline con un po’ di superbia.
È vero! dissero commiserandole.
Noi abbiamo una vita più lunga e allegra, ma voi, a furia di piangere, accorciate ancora di più la vostra.
Le candeline, inutile dirlo, continuarono a piangere e, piangendo, si assottigliavano e si accorciavano.
Il vento freddo di dicembre batteva contro i muri della casa facendola scricchiolare.
A un tratto, un colpo più forte spalancò la finestra.
L’aria gelida entrò nella sala gettando al suolo l’abete.
La padrona di casa entrò di corsa nella camera con una paletta e una scopa.
Queste palline – disse sospirando -sono talmente fragili che al minimo, soffio si rompono e si sbriciolano. Non durano proprio niente!
Per fortuna mi rimangono le candeline: la loro luce rischiarerà sicuramente anche il prossimo Natale.
Così dicendo, raccolse i minuscoli e insignificanti resti delle palline, mentre la notte veniva avvolta da dolci canti.

E. Alvarez Daigues

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