La Nascita di Gesù secondo Codice Arundel 404 (Vangelo Apocrifo)

Studio Natività - Leonardo Da Vinci

Il Codice Arundel 404 è un vangelo apocrifo scritto in latino verso il XIV secolo. E’ chiamato anche Libro dell’infanzia del Salvatore (Liber de Infantia Salvatoris) o Natività di Maria e di Gesù ed è conservato presso il British Museum.

Il vangelo descrive la nascita e l’infanzia di Maria, il matrimonio con Giuseppe e la nascita di Gesù, di cui riportiamo una breve parte:

… Io rimasi stupita, meravigliata, e fui presa dal timore: guardavo infatti nel mirabile splendore della luce che era nata.

Questa luce, concentrandosi a poco a poco, si è fatta simile a un bambino: subito si è prodotto un bambino come sogliono nascere i bambini. Allora mi feci ardita, mi chinai e lo toccai, lo presi, con gran timore, nelle mie mani; ma rimasi esterrefatta perché in lui non c’era il peso di un uomo nato. L’ho guardato: in lui non c’era alcuna macchia, bensì come una rugiada dell’Altissimo aveva il corpo tutto nitido; leggero a portare, splendido a vedere. Mentre grandemente mi stupivo che non piangesse come sono soliti piangere i bambini appena nati, e lo tenevo, guardandolo in volto, egli mi sorrise con un sorriso giocondissimo. Aprì gli occhi, mi fissò acutamente e subito, dai suoi occhi, uscì una grande luce come un grande lampo”.

 

All’udire queste cose, Simone disse: “Donna beata, che sei stata degna di vedere e annunziare questa nuova visione e santità! Io sono felice di avere udito questo e anche se non ho visto, ho tuttavia creduto”. L’ostetrica gli disse: “Ho ancora da manifestarti una cosa meravigliosa da suscitare il tuo stupore”. Simone rispose: “Manifestala, signora, perché io godo all’udire tali cose”.

L’ostetrica gli disse: “Nel momento in cui ho preso il bambino con le mie mani, ho visto che aveva un corpo pulito e non macchiato con sudiciume come suole accadere agli uomini quando nascono; ed in cuor mio ho pensato se per caso non fossero rimasti altri feti dentro la matrice della fanciulla. Ciò, infatti, suole accadere alle donne nel parto, correndo così pericoli e venendo meno. Subito perciò chiamai Giuseppe e consegnai il bambino nelle sue mani; mi sono poi accostata alla fanciulla, l’ho toccata, e l’ho trovata monda dal sangue. Come riferirò? Che dirò? Non trovo il bandolo! Non so come posso raccontare tanto splendore del Dio vivo. Ma tu, Signore, mi sei testimone che l’ho toccata con le mie mani e ho trovata questa fanciulla che ha partorito, non solo vergine dal parto, ma anche… dal sesso di un uomo maschio. In quel momento ho gridato a gran voce glorificando Dio, e sono caduta bocconi ad adorarlo. Dopo sono uscita fuori, mentre Giuseppe avvolse il bambino nelle fasce e lo depose nella mangiatoia”. …

Per leggere il testo completo del Vangelo apocrifo clicca qui.

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