Io sono con te

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Maria è una giovane figlia di pastori promessa in sposa a Giuseppe di Nazareth, un vedovo con due figli, pronto ad accettare il mistero della sua gravidanza.

Lasciata la sua casa, si trova a che fare con il fratello più anziano di Giuseppe, Mardocheo, che detta legge e cresce i figli intimando loro disciplina e sottomissione.

Dando alla luce Gesù, Maria si prenderà la responsabilità di sovvertire molte regole della cultura patriarcale, dalla scelta del nome alla somministrazione del colostro al rifiuto della circoncisione.

Gesù cresce dunque nella piena fiducia della madre e nella convinzione che non tutte le leggi indicate dai sacerdoti siano davvero espressione della volontà divina, specie quelle che richiedono sacrifici e violenze.

Io sono con te è il film con cui Guido Chiesa ha voluto illuminare la “terza dimensione” di Cristo: non il Figlio, non il Padre, ma la madre, vale a dire la parte che Maria ha giocato nell’educazione del bambino, rispondendo alle sue difficili domande o perdonando ciò che alle altre madri pareva illogico perdonare. La volontà è quella di ribaltare l’immagine di lei a cui siamo usi, quella cioè di una donna sostanzialmente passiva, che si affida alla volontà di un superiore, in quella di una donna molto giovane ma dalle idee chiare e dal coraggio indubbio, che si fida solo della propria coscienza e del proprio sentire, anche quando appare socialmente scandaloso.

La protagonista fa dunque quello che, su un altro livello, fa il film stesso: riconduce le leggi divine a prodotti degli uomini, dettati dalla loro cultura e mirati a preservarla. Chiesa accantona la spiegazione sovrannaturale, non rifiutandola apertamente ma certamente non accreditandola e deridendone le interpretazioni letterali e ingenue (nella scena in cui i magi testano Gesù bambino quasi fosse Neo in “Matrix”), perché ciò che gli interessa è probabilmente affermare che un’educazione speciale può crescere un essere speciale e il rifiuto di dettami ottusi e maschilisti può cambiare la storia anche oggi, come lo ha fatto duemila anni fa.

La messa in scena è minimale, con un vertice di crudezza in corrispondenza del clou, ovvero della natività, spogliata di qualsiasi enfasi, nella scenografia come nella fotografia e nel montaggio (rapido, secco), ma non per questo manca mai di cura, di attenzione ai colori, di naturalezza nei dialoghi, di verità nei volti.

Girato in Tunisia, basato sul Vangelo di Luca e sui testi apocrifi – i soli a nominare i figli di Giuseppe – il film ha un inizio interessante e molto coinvolgente, ma ben presto si trasforma in un semplicistico trattato di puericultura all’avanguardia, che raccomanda il contatto istantaneo tra madre e neonato e un’educazione quanto più permissiva, basata sulla fiducia reciproca, sull’abbandone di ansie e paure e sul supporto incondizionato delle istanze animaliste. Ci sono film intensi, dove pare di sfiorare il sacro anche quando trattano di argomenti lontanissimi, spesso di segno opposto, e ci sono film, come Io sono con te, dove questo sentimento è bandito giustamente e volontariamente dal copione ma fa sentire la sua mancanza all’esperienza della visione.

Marianna Cappi – MyMovies

Regia: Guido Chiesa
Interpreti: Nadia Khlifi, Rabeb Srairi, Mustapha Benstiti, Ahmed Hafiene, Mohamed Idoudi, Fadila Belkebla, Djemel Barek, Carlo Cecchi, Giorgio Colangeli, Fabrizio Gifuni, Jerzy Stuhr
Genere: Drammatico
Durata: 102 minuti
Paese: Italia
Anno: 2010

Il film uscirà sulle sale cinematografiche il prossimo 19 Novembre.

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