Gli zampognari

Zampognari

Nell’aria di Natale si entrava decisamente solo con l’arrivo degli zampognari. Giungevano all’improvviso, si fermavano alle porte del paese, e cominciavano subito a suonare.

Erano di solito due. Non guardavano in faccia nessuno mentre suonavano, i loro occhi pareva che non vedessero, come quelli delle statue. E il loro viso era immobile, fisso, non diceva nulla.

Il più giovane, finita la loro suonata, faceva il giro della cerca, ignorando il folto cerchio dei ragazzi. Raccolto qualche soldo, la zampogna ripigliava come prima.

Gli zampognari entravano anche nelle case dove c’era il presepio, e in quelle suonavano anche la pastorella come si sarebbe cantata in chiesa la notte di Natale. Poi ripartivano, nevicasse o piovesse.

Passati gli zampognari, il Natale pareva più vicino, l’aria della festa restava nel paese come un’attesa fiduciosa, una buona notizia, un’allegrezza comune.

Giovanni Titta Rosa

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